Nel cuore delle nostre aree interne, dove il declino demografico e la difficoltà economica sono realtà quotidiane, le politiche locali sembrano spesso incapaci di rispondere alle sfide del tempo. Tuttavia, l’evoluzione e la sopravvivenza dei piccoli comuni montani non possono essere rallentate da un fattore che oggi, purtroppo, è ancora troppo presente: le poltrone politiche. I sindaci e gli amministratori locali, spesso troppo legati al loro ruolo e alla gestione diretta del potere, rischiano di mettere i propri interessi politici al di sopra delle necessità concrete delle proprie comunità.
Le Poltrone Politiche Come Ostacolo al Cambiamento
In molte realtà locali, i sindaci, anche quelli di comuni sotto i 500 abitanti, sono i veri custodi di un potere locale che spesso non è disposto a lasciare spazio a nuove soluzioni. Nonostante l’evidente difficoltà di sostenere i servizi e il rischio di estinzione che molti piccoli comuni stanno vivendo, le politiche di fusioni o unioni di comuni stentano a decollare. La ragione principale è che, troppo spesso, l’interesse personale prevale su quello comunitario. Per un sindaco che gestisce un piccolo comune, la perdita di poltrona rappresenta la fine di un potere, anche se questo potere non è più sostenibile.
Il Cambiamento Deve Arrivare dal Basso
La verità è che il futuro delle aree interne non può essere bloccato da chi teme di perdere la propria posizione politica. Il cambiamento, se non arriva dall’alto, deve partire dal basso. I cittadini stessi, i comitati locali, le associazioni e le forze civiche devono fare sentire la propria voce, spingendo per l’adozione di politiche che favoriscano la fusione dei comuni e la gestione associata delle funzioni. Se i sindaci non sono disposti a mettere da parte i propri privilegi in favore del bene collettivo, è fondamentale che siano le comunità locali a farsi sentire e a promuovere il cambiamento.
Ripopolamento e Incentivi Fiscali: Un’Idea Innovativa per i Piccoli Comuni
Una delle soluzioni proposte durante eventi come il Forum delle Aree Interne Abruzzesi è quella di introdurre incentivi fiscali per i piccoli comuni montani a rischio estinzione, simili a quelli applicati in Tenerife, Portogallo o Tunisia, dove le aliquote fiscali basse hanno portato al ripopolamento e a un miglioramento delle condizioni economiche. Questi incentivi potrebbero attirare giovani famiglie, italiani emigrati all’estero e nuovi residenti, contribuendo a ridare vita a comuni che rischiano di sparire.
In passato, politiche mirate per incentivare l’occupazione nelle aree montane hanno dimostrato l’efficacia di interventi mirati a sostenere l’economia locale. Queste esperienze, che hanno garantito opportunità lavorative nei piccoli comuni, restano esempi fondamentali di sviluppo locale. Tuttavia, oggi è necessario fare un passo ulteriore. Non basta più solo salvaguardare l’occupazione: è essenziale ripopolare questi territori con politiche fiscali attrattive, che incentivino il ritorno di chi è costretto a cercare una vita migliore altrove.
Non Lasciamo Che Le Poltrone Fermino il Futuro
Il nostro Paese ha bisogno di cambiamento e di coraggio politico, per salvare i piccoli comuni e garantire una migliore qualità della vita a chi ha scelto di viverci. Le poltrone politiche locali non possono essere l’ostacolo che ferma il futuro. È il momento di fare un passo in avanti, di agire dal basso, coinvolgendo i cittadini e creando un movimento che, consolidato dal supporto istituzionale, possa finalmente portare alla riforma di cui i nostri piccoli comuni hanno bisogno.
Conclusione: Un Futuro Condiviso e Sostenibile
La risposta al declino demografico e alla sostenibilità non è solo nell’accorpamento o nella fusione, ma nell’approccio più ampio che deve coinvolgere politiche fiscali sostenibili, sviluppo economico, e soprattutto un ripensamento del ruolo dei piccoli comuni nel contesto nazionale. Se le politiche partono dalle basi e vengono realmente sostenute dai cittadini, possiamo tornare a sperare che i piccoli comuni non solo sopravvivano, ma fioriscano di nuovo. Il futuro è nelle mani di chi è pronto a combattere per la propria terra, per il proprio futuro, senza che le “poltrone” politiche ne impediscano il cammino.

