Il crollo del ponte sul fiume Trigno non è solo un fatto locale ma un frammento di un disegno più grande che la scienza sta osservando con crescente allarme.
Il Trigno, che per anni ho attraversato andando al lavoro e guardando le molteplici albe, ha parlato con una voce nuova. Una voce più alta, più violenta, più carica di detriti: tronchi, rami, memorie di boschi lontani. Il mio Linodrone ha visto dall'alto ciò che i miei occhi non riuscivano a contenere: un paesaggio stravolto, come se la natura avesse perso la misura.
Tutto questo è un segnale, infatti vediamo cosa dice la scienza su questi eventi sempre più estremi? Gli scienziati sono chiari: piogge torrenziali, alluvioni, siccità, ondate di calore, stanno aumentando in frequenza e intensità a causa del riscaldamento globale.
L'OCSE ( Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico ) conferma che i paesi stanno già vivendo impatti crescenti come alluvioni, tempeste e incendi, e che questi eventi stanno cambiando natura e forza. Nel 2024 State of the Climate Report parla senza mezzi termini: siamo in una fase critica e imprevedibile della crisi climatica, con record di temperature e impatti sempre più gravi. Le emissioni umane di CO2 sono il principale motore di questo cambiamento. Prima di tutto, l'anidride carbonica ha sempre fatto parte della nostra madre terra: gli oceani l'assorbono, le piante la trasformano in vita e i vulcani la liberano. Il problema vero, è la velocità con cui noi esseri umani l'abbiamo immessa nell'aria, andando a rompere un equilibrio che la terra teneva in piedi da milioni di anni. Bruciare i combustibili fossili, come il carbone, petrolio e gas, in pochi decenni ha liberato quantità di anidride carbonica che la terra aveva intrappolato in milioni di anni. La deforestazione spegne i polmoni della terra, infatti fin da bambini abbiamo imparato che gli alberi assorbono l'anidride carbonica di notte e di giorno ci restituiscono ossigeno. Agricoltura ed allevamenti intensivi, creano conseguenze preoccupanti tra il suolo impoverito che non riesce più ad assorbire carbonio a causa dell'uso massiccio di fertilizzanti e la quantità di metano degli animali concentrati in poco spazio. L'industria del cemento, nel produrlo libera enormi quantità enormi di CO2, come auto, camion, navi ed aerei.
Il WWF aggiunge che non c'è dubbio: il cambiamento climatico sta aumentando l'intensità e la frequenza degli eventi estremi, rendendo disastri come alluvioni e incendi più probabili e più distruttivi. L'IPCC ( Normativa europea di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento ) è ancora più netto: l'influenza umana ha aumentato la frequenza e l'intensità di eventi estremi come precipitazioni intense, siccità e cicloni. Anche piccoli aumenti della temperatura globale cambiano in modo significativo gli estremi climatici. Perché piove meno…ma quando piove devasta? La scienza spiega esattamente ciò che noi, sul territorio, percepiamo da anni: l'atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo, perciò quando rilascia questa umidità, lo fa in modo più violento e i periodi secchi diventano più lunghi e quelli umidi più intensi. Anche secondo National Geographic Education, il riscaldamento globale rende le precipitazioni più estreme e irregolari: più alluvioni, più frane, più bombe d'acqua. Gli studi scientifici mostrano che i fiumi stanno cambiando regime in tutto il mondo: flussi più irregolari, stagioni alterate, maggiore trasporto di sedimenti e detriti, più rischio di esondazioni improvvise. Il tutto provocato dal cambiamento climatico.
Molti dicono: “E' colpa degli argini sporchi, dei tombini, della manutenzione che non si fa”. La manutenzione è importante, ma non basta più perché l'energia delle nuove piogge supera spesso la capacità delle infrastrutture progettate decenni fa. L'IPCC conferma che i rischi idrici, aumentano con ogni grado di riscaldamento globale. Io stesso, quando abitavo in Emilia Romagna, ho visto gli effetti del primo tornado classificato in Italia: capannoni scoperchiati, tegole divelte, bidoni della spazzatura spostati di decine di metri, alberi centenari sradicati e testimonianze di anziani che non avevano mai visto scenari del genere. Infatti gli studi globali, mostrano che eventi simili erano rarissimi qui in Europa.
Io non sono uno scienziato, ma mi ritengo un semplice custode del creato e perciò dico che: “Non possiamo più permetterci di ignorare ciò che la terra ci sta dicendo, ma serve riconoscere che siamo stati noi ad aver cambiato il clima. Guardiamo in faccia alla realtà unendo scienza, responsabilità, spiritualità e speranza per diventare, attraverso la consapevolezza, custodi attivi e non spettatori!”

