Partecipa a ValSinello.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L’Anima dietro il Pentagramma di “Aisling”

Menzione editoriale Dialoghi Edizioni

redazione
Condividi su:

riceviamo e pubblichiamo

 

In un panorama letterario spesso omologato, la voce dell’autrice di Aisling, Nausica Manzi, si distingue per una rara combinazione di sensibilità estrema e impetuosità creativa.

Come casa editrice, abbiamo accolto questo manoscritto non solo come una storia, ma come una sfida intellettuale ed emotiva.

L’autrice non si limita a raccontare la fragilità; la abita. La sua scrittura possiede la forza d'urto di un'onda oceanica che si infrange sulle scogliere irlandesi, capace di travolgere le barriere del pregiudizio per poi ritirarsi con la delicatezza di un sussurro tra le vie di Edimburgo. Una scrittura coraggiosa, che non teme il dolore ma lo affronta "corpo a corpo", trasmutandolo con furore alchemico in una melodia di rinascita. 

L'autrice non chiede il permesso per farci entrare nel mondo di Aisling; ci trascina dentro con la foga di chi sa che il tempo per ritrovare la "vera musica" dell'anima è adesso. È questa urgenza espressiva — unita a una grazia compositiva fuori dal comune — che rende Aisling un'opera necessaria, un battito cardiaco che risuona ben oltre l'ultima pagina. 

In un'atmosfera sospesa tra il realismo magico della Royal Mile di Edimburgo e l'eco malinconica delle scogliere irlandesi, il romanzo Aisling si dipana come uno spartito vivente, dove ogni relazione non è solo un incontro, ma una nota necessaria a comporre un'armonia più grande. La narrazione è un corale in La maggiore, una tonalità luminosa che non ha mai fine perché si rigenera nel "Respiro" di chi ha il coraggio di rinascere. In questo cammino, le persone diventano "cardi umani" — fragili ma potenti — capaci di trasformare il dolore in una melodia misteriosa e disordinata, che trova la sua unica risoluzione nell'incastro perfetto di anime diverse. 

Come ci dice Nausica, in questa corale, ogni legame rappresenta un dono alchemico per trasmutare il dolore in oro: Martina e Alessandro sono le chiavi di violino senza le quali nessuna nota sarebbe intessuta insieme, nessuna melodia avrebbe senso e scopo; Francesca è l’amicizia sincera, una nota pura che non suona mai falsa; Federica è la condivisione, la pausa musicale che trasforma il peso in respiro; Antea, Alessia, Valentina e Barbara sono l’esperienza e la passione, note profonde, ben calibrate e sagge come base per i passi incerti sul pentagramma della vita; Francesco è la caparbietà del pentagramma stesso, la struttura che impedisce alla melodia di sfaldarsi; infine Andrea è la sensibilità che è un insieme di diesis e bemolli, note contemporaneamente lontane e dentro lo spartito, luce e ombra di sogni in una epoca che ha smarrito la vera musica. 

Il romanzo insegna che "si rinasce attraverso il dolore" e che la disabilità e la fragilità sono "sguardi unici ma incompresi sul mondo". Aisling (che in gaelico significa "visione" o sogno) è quella scintilla che ognuno porta dentro: la consapevolezza che, nonostante il temporale esterno, esiste una melodia interiore — lo spartito dell'anima — che nessuno può rubare, dove il dolore si trasmuta in oro attraverso l'incontro e la risonanza. La storia di rinascita di Aisling non è un traguardo, ma un moto perpetuo.

Condividi su:

Seguici su Facebook