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La d’Annunzio aderisce a “Le Università per Giulio Regeni”

Redazione
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L'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara annuncia la propria adesione ufficiale a “Le Università per Giulio Regeni”, l’importante iniziativa nazionale promossa dalla Senatrice a vita e scienziata, Elena Cattaneo, per onorare la memoria del giovane ricercatore, a dieci anni dalla sua scomparsa in Egitto. Nell’ambito di questo progetto, che coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15.000 persone, la "d'Annunzio", lunedì 11 maggio, alle 11, ospiterà nell’Aula 31 del Campus di Pescara una proiezione speciale del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo" (prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni). 

Alla visione seguirà un dibattito con il Rettore, Liborio Stuppia, incentrato sui temi cardine della libertà di studio e della sicurezza della ricerca scientifica, moderato dalla Professoressa Elisabetta Dimauro, Docente di Storia greca presso il Dipartimento di Lettere Arti e Scienze Sociali dell’Ateneo. L’iniziativa è stata presentata oggi in Senato, alla presenza della Senatrice Cattaneo, dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti. 

"Partecipare a questa iniziativa - spiega il Rettore, Liborio Stuppia, sottolineando il profondo valore civile dell'adesione dell'Università “Gabriele d’Annunzio” - non è solo un atto di memoria doveroso, ma una riaffermazione dei valori identitari della nostra comunità accademica. La libertà di ricerca è il respiro di ogni università. - prosegue il Rettore Stuppia - Ricordare Giulio Regeni significa proteggere tutti i nostri giovani ricercatori che, con passione e rigore, varcano i confini per far progredire la conoscenza. La “d'Annunzio” – conclude il Rettore Liborio Stuppia - risponde con forza all'appello della Senatrice Cattaneo, convinta che il sapere non debba mai conoscere paura o censura". 

Per la senatrice a vita, Elena Cattaneo "Giulio continua a vivere e a 'fare cose' attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà". Un sentimento condiviso dai genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni che si dicono "onorati per questa iniziativa che coinvolge professori, studenti e dottorandi che vanno sempre protetti. Dal documentario traspare la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato".

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