In merito alla chiusura delle indagini sull'operazione "Protesi fantasma" condotta dalla Guardia di Finanza, che vede la Asl Lanciano Vasto Chieti come parte lesa, si registra l'intervento del direttore generale dell'azienda sanitaria: "Questa inchiesta - sottolinea Mauro Palmieri - ha fatto luce su condotte ispirate al malaffare che hanno procurato alla nostra Azienda un danno economico importante. Siamo parte lesa e va da sé che ci costituiremo in un eventuale giudizio.
Abbiamo sempre collaborato attivamente con la Guardia di Finanza che ringraziamo per il lavoro svolto e la tutela dell’interesse pubblico.
Il rispetto della legalità è un principio inderogabile che deve ispirare ogni nostra azione e che in questa Azienda viene perseguito negli atti e nelle scelte compiute ogni giorno.
Rispetto ai dipendenti coinvolti, non conosciamo ancora gli atti dell’inchiesta. Valuteremo i documenti non appena in nostro possesso e attiveremo le procedure anche disciplinari, sempre nel rispetto delle norme e dei contratti".
L'INCHIESTA - Sono cinque le persone indagate, tra le quali anche funzionari della stessa Asl unica provinciale, per truffa aggravata ai danni dello Stato e dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti.
Secondo l'accusa, alla Asl Lanciano Vasto Chieti venivano addebitati dispositivi per disabili quali montascale o carrozzine elettriche, che però non venivano mai consegnati ai pazienti. L'azienda avrebbe subito un danno stimato a circa 750.000 euro.

