Verrà presentato ufficialmente giovedì 15 ottobre alle ore 15, nella Sala Consiliare del Comune di Castiglione Messer Marino, il Centro Studi Felice Del Vecchio.
Nato nel 1929 a Castiglione Messer Marino e cresciuto nella vicina Roccavivara, Del Vecchio (foto in evidenza da academia.edu) è stata una figura centrale della meridionalistica italiana del secondo Novecento: intellettuale, attivista politico, dirigente del PCI molisano e scrittore, come recita la targa apposta nella casa natia a Castiglione Messer Marino, è stato “comunista e cantore dei contadini del Sud. Per sempre legato al suo nido di pietra”. Il riferimento è al suo secondo romanzo pubblicato nel 2002, Il nido di pietra, appunto, attraverso cui viene narrata la tensione emotiva e conflittuale di chi, pur riconoscendo il paese di origine come una casa sempre pronta ad accoglierlo, risulta spesso troppo angusta nella continua e quotidiana ricerca di equilibrio tra necessità e voglia della scoperta.
Ma è con La chiesa di Canneto che il nome di Felice Del Vecchio inizia a circolare negli ambienti intellettuali italiani – seppur egli non vi si riconoscerà mai fino in fondo –, allorquando nel 1957 vince il Premio Viareggio “Opera Prima” con il libro La chiesa di Canneto, edito da Einaudi.
Attraverso un lavoro durato più di un anno, per volontà della Scuola dei Piccoli Comuni, del Comune di Castiglione Messer Marino, di quello di Roccavivara e dell'associazione Notti Mediterranee, il 15 ottobre prossimo prenderà così ufficialmente il via il Centro Studi dedicato alla figura e all'opera di Del Vecchio, fortemente sostenuto dalla figlia Valentina.
Quale direttore del Centro Studi, i cui temi di ricerca, in chiave interdisciplinare riguardano prioritariamente la letteratura, la storia, l'antropologia, la geografia e le tradizioni del mondo contadino, è stato nominato Nicholas Tomeo, dell'Università del Molise. “Abbiamo fatto un altro grande passo a Castiglione Messer Marino – dice il direttore - Giovedì 15 ottobre, infatti, presenteremo il Centro Studi Felice Del Vecchio. È stato un percorso lungo quello che ci ha portati a questo grande risultato, ma necessario, perché restituisce memoria ad un personaggio importante del secondo Novecento italiano, in particolare del meridionalismo e del "comunismo contadino", così come definiva lui stesso, Felice Del Vecchio, l'impegno politico e culturale di emancipazione sociale dei contadini del Mezzogiorno. Il Centro Studi, che mi onoro di dirigere, con il supporto di un importante comitato scientifico, si occuperà della storia rurale, ambientale e territoriale, con uno sguardo particolare ai territori montani e collinari; il che significa occuparsi della storia sociale ed economica italiana”, conclude Tomeo.
A seguire, è in programma la presentazione del programma 2026/2027 della Scuola dei Piccoli Comuni, diretta da Rossano Pazzagli, docente di storia del territorio e dell’ambiente all’Università del Molise: per la quarta edizione si preannunciano alcune novità, a partire dalla giornata degli incontri: “Abbiamo pensato di programmare gli appuntamenti di sabato – dichiara il direttore Pazzagli – e saranno sei i temi che affronteremo, da novembre ad aprile prossimi. Il calendario è in fase di ultimazione e sarà presentato per l’occasione”.
Per ulteriori informazioni e contatti si può scrivere alla segreteria organizzativa all’indirizzo e-mail scuoladeipiccolicomuni@gmail.com o si può visitare il sito www.scuolapiccolicomuni.it.