Il concerto di Mietta ha chiuso i festeggiamenti in onore del Beato Angelo a Furci

Lorenzo Saturni
21/09/2026
Eventi
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Una piazza gremita, una voce inconfondibile che ha attraversato tre decenni di musica italiane e una coinvolgente atmosfera di festa.

E' stato un successo il concerto di Mietta tenutosi domenica 13 settembre a Furci, in Piazza Beato Angelo, a chiusura dei solenni festeggiamenti in onore della Traslazione da Napoli a Furci del Beato Angelo.

Un concerto gratuito, fortemente voluto dal parroco e rettore del Santuario Beato Angelo Don Angelo Di Prinzio e dal Comitato Feste 2026.

Mietta ha regalato al pubblico di Furci un viaggio emozionante nel suo repertorio. Da ballate indimenticabili come “Vattene Amore” e “Angeli Noi” ai brani più recenti del suo Mietta Tour 2026 l'artista ha dimostrato una forma vocale strepitosa e una capacità di coinvolgere la piazza incollata fino all'ultimo bis. 

Elegante, ironica e vicinissima alla gente, tra un brano e l'altro ha ricordato il valore della festa: “Essere qui a Furci per il Beato Angelo è un onore, si respira una fede e un calore autentici”.

Il clou a mezzanotte, quando sulle note finali si sono accesi i fuochi pirotecnici che tradizionalmente chiudono la solennità, illuminando il borgo e il Santuario in un tripudio di luci e applausi.

Una festa che unisce fede e comunità. Il concerto è stato il sigillo perfetto di una giornata intensissima. La domenica si era aperta fin dalle ore 8 con le celebrazioni in Santuario, culminate alle 11 con il Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Emerito di Napoli, accolto il giorno prima in piazza, e la tradizionale e commuovente Processione con la Sfilata delle Conche.

Una devozione che affonda le radici nell'agosto 1808, quando il corpo del Beato Angelo - nato nel 1246 e morto a Napoli nel 1327 - fu traslato da Napoli a Furci, dove è custodito nel Santuario a lui dedicato.

Ancora una volta Furci ha dimostrato di saper onorare il suo Patrono con una partecipazione straordinaria.

Tra preghiera, tradizione e grande musica, la Traslazione 2026 resterà negli anni come una delle edizioni più belle e partecipate di sempre.

 

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