Alla Casa Accoglienza Genova Rulli di Vasto è nato un grande progetto di comunità, capace di unire natura, arte, gioco, inclusione e clownterapia.
Imprese, volontari, bambini, ragazzi e realtà del territorio hanno intrecciato competenze, creatività e generosità per trasformare un piccolo boschetto in uno spazio vivo, accogliente e stimolante, nel quale incontrarsi, giocare, esplorare e accogliere le diversità.
Il progetto è nato quasi per caso, da una semplice intuizione: valorizzare il boschetto presente nel giardino della struttura, un luogo naturale che, grazie alla sua ombra, offre frescura ai bambini e agli ospiti anche nelle giornate più torride dell’estate.
Da quella prima idea, durante il mese di luglio 2026, ha preso forma il Giardino Sensoriale Inclusivo, promosso dalla Ricoclaun ODV e realizzato in collaborazione con il presidente della Casa Accoglienza Piergiorgio Molino, con tutto il direttivo della struttura e con una preziosa rete di aziende, professionisti, volontari e cittadini.
In poche settimane, il boschetto si è trasformato in un ambiente ricco di colori, profumi, suoni, materiali da esplorare, opere artistiche, giochi e piccoli angoli nei quali fermarsi, raccontarsi e stare insieme. Un luogo non soltanto da osservare, ma da vivere con tutto il corpo.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla costruzione di una rete nella quale ciascuno ha messo a disposizione ciò che poteva offrire: materiali, tempo, esperienza, creatività, lavoro e disponibilità.
La Tecnopack di San Salvo ha donato sei sedute realizzate con pedane in legno, successivamente assemblate e verniciate. Sono nati così spazi accoglienti nei quali bambini, educatori, familiari e volontari possono sedersi, riposare e condividere attività ed esperienze.
Marco Pietropaolo Garden Store ha donato una rete ombreggiante per la recinzione della struttura, alcune pedane utilizzate per allestire un piccolo teatrino all’aperto e diverse piante aromatiche e profumate. Ha inoltre collaborato alla sistemazione del terreno nel quale è stato collocato il percorso sensoriale.
La Ricoclaun ha ideato e donato il percorso, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nel tempo attraverso numerose attività di clownterapia laboratoriale e multisensoriale. Il cammino, percorribile anche a piedi nudi, è stato realizzato con materiali differenti: sabbia, terra, grandi pietre piatte, sassolini, ceci, fagioli, riso, spugne, ciniglie e acqua. Superfici diverse da attraversare, toccare e sperimentare, capaci di suscitare curiosità e di offrire sensazioni tattili, motorie e propriocettive sempre nuove.
La Ricoclaun ha inoltre acquistato da LudoVico un pannello sonoro destinato alla libera esplorazione musicale dei bambini e ha finanziato l’intervento di street art realizzato lungo il grande muro del boschetto con la collaborazione dell’artista Giovanni Peluso e di numerosi bambini e ragazzi. La parete, prima spoglia, è diventata una grande narrazione visiva: un’esplosione di forme, fiori e colori capace di accompagnare il gioco, stimolare l’immaginazione e rendere ancora più bello l’intero spazio.
Il clown Sampei ha costruito con il legno un grande gioco del Tris da giardino, immediatamente apprezzato dai bambini, arricchito dalle simpatiche pedine offerte da Tam Comunicazione.
Il Giardino Sensoriale Inclusivo non è stato semplicemente consegnato ai bambini come un’opera già conclusa. È cresciuto insieme a loro. Attraverso diverse giornate di clownterapia laboratoriale, la Ricoclaun ha coinvolto non soltanto i bambini e i ragazzi della Casa Accoglienza, ma anche numerosi bambini provenienti dal territorio. I piccoli partecipanti hanno realizzato decorazioni, sperimentato i materiali, giocato, dipinto e osservato il boschetto cambiare progressivamente aspetto. Pur non conoscendosi, hanno saputo collaborare con naturalezza, armonia e disponibilità, condividendo colori, idee, strumenti e sorrisi.
Tra gli alberi è nato l’Angolo dei Segreti, delimitato da una cascata di nastri colorati e arricchito da tanti cuscini: uno spazio raccolto nel quale fermarsi, leggere, parlare sottovoce, inventare storie o affidare a qualcuno un pensiero importante.
Nastri, stoffe e decorazioni sono stati intrecciati tra i tronchi e i rami. Accanto alla parete sonora sono stati sistemati sonagli che si muovono con il vento, mentre il teatrino all’aperto è stato decorato e completato con pedane disposte a semicerchio, utilizzate come sedute. Un piccolo spazio scenico pronto ad accogliere racconti, spettacoli, giochi simbolici, musica e momenti di condivisione.
In un solo mese, il boschetto si è trasformato in un luogo da attraversare, ascoltare, toccare, annusare e immaginare, coinvolgendo diversi canali percettivi: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il movimento, l’equilibrio e la percezione del proprio corpo, in un percorso multisensoriale. Attraverso il contatto diretto con materiali, superfici, profumi, suoni e movimenti, i bambini possono sviluppare schemi motori, migliorare la capacità di esplorazione e imparare progressivamente a organizzare le proprie risposte agli stimoli, incrementando l’attenzione, la curiosità, la regolazione emotiva, il benessere e la socializzazione, riducendo lo stress, promuovendo una maggiore disponibilità all’apprendimento e alla relazione.
Il progetto Ricoclaun del Giardino Sensoriale racconta anche la forza del lavoro di rete. Una singola intuizione, quando viene accolta e condivisa, può trasformarsi in un progetto capace di generare un cambiamento reale. Ogni contributo, anche il più piccolo, acquista valore quando si unisce agli altri.
C’è chi ha donato materiali, chi ha messo a disposizione competenze professionali, chi ha dipinto, costruito, trasportato, sistemato il terreno, decorato gli alberi o accompagnato i bambini nelle attività.
Tanti fili differenti si sono intrecciati per formare un’unica trama. La rete non è soltanto una somma di risorse. È uno spazio di fiducia, reciprocità e responsabilità, nel quale ciascuno comprende di poter fare qualcosa per migliorare il luogo in cui vive.
Dietro la trasformazione del boschetto ci sono settimane di organizzazione, telefonate, incontri, acquisti, materiali da recuperare, pedane da spostare, decorazioni da preparare e attività da coordinare. Ci sono mani sporche di terra e di colore. Ci sono giornate trascorse sotto il sole, imprevisti affrontati e piccoli problemi risolti insieme. Ma ci sono soprattutto i bambini.
La loro felicità nel percorrere a piedi nudi le diverse superfici, la curiosità davanti al pannello sonoro, le risate durante una partita al Tris, la meraviglia nel partecipare alla realizzazione del murale e il desiderio di rifugiarsi tra i nastri dell’Angolo dei Segreti hanno ripagato ogni sforzo.
Ogni volta che i bambini vedono arrivare i clown, corrono loro incontro, sorridono e li abbracciano. In quegli abbracci c’è il riconoscimento più autentico del lavoro svolto. Sono gesti semplici, ma capaci di ricordare ai volontari il significato profondo del loro impegno e di incoraggiarli a continuare.
Il Giardino Sensoriale è diventato così un luogo nel quale la natura incontra l’arte, il gioco diventa apprendimento e la clownterapia si trasforma in esperienza educativa, inclusiva e comunitaria.
È soprattutto la dimostrazione che, quando tanti fili diversi scelgono di intrecciarsi, anche una piccola intuizione può mettere radici e diventare un grande progetto di bellezza, solidarietà e inclusione.