Non esiste una cura per la disfagia, ma è necessario un approccio multidisciplinare, che non può prescindere dalla gestione corretta dell’atto motorio. Questa la sintesi di un interessante incontro sul tema ‘Quando mangiare diventa difficile. Gestire la disfagia’, promosso dal Lions Club Vasto Adriatica Vittoria Colonna congiuntamente all’Università delle Tre Età di Cupello.
Ed è stata proprio la sala consiliare del centro del Vastese a ospitare l’evento, incentrato su una tematica molto attuale e troppo spesso sottovalutata, introdotto dai saluti dell’assessora al Welfare e all’Inclusione Valentina Fitti, del presidente dell’UniTrE Fabio Bruno e del presidente del sodalizio lionistico Antonio Muratore, che ha ricordato il ruolo e l’impegno dei Lions.
È toccato alla Dr.ssa Maria Pia Smargiassi, medico geriatra, spiegare cosa sia la disfagia e quali ne siano le cause. Ha rilevato come i pazienti anziani rappresentino la maggioranza della popolazione affetta da disfagia, per problemi di masticazione, paura di deglutire, a causa di deficit della dentizione, deficit della forza muscolare e della coordinazione motoria. E non solo, perché ‘nelle malattie neurologiche come ictus, Parkinson, SLA, demenza di Alzheimer, l’80% dei pazienti presenta disfagia’ così come ‘oltre il 50% dei pazienti oncologici per tumori della testa, collo e apparato digerente superiore e sottoposti a relative cure oncologiche, ossia radio e/o chemioterapia, soffre di disfagia.’
Il Dr. Benito Michelizza, medico audiologo foniatra, ha spiegato l’anatomia della deglutizione e, grazie all’ausilio di video delle fibroscopie, l’esame diagnostico endoscopico elettivo perché il medico possa osservare direttamente le vie aeree superiori, come naso, rinofaringe, laringe e corde vocali, ha mostrato le alterazioni della fisiologica attività deglutoria e come si presenta la disfagia.
Spazio, infine, alla parte fisioterapica con la Dr.ssa Giuseppina Di Loreto, fisioterapista appunto, che ha affrontato le tematiche correlate alla terapia e ai rimedi della disfagia che avviene attraverso la fisioterapia mirata alla rieducazione della deglutizione, attraverso esercizi di coordinazione dei muscoli della deglutizione e dei nervi deputati all'attivazione del riflesso.
Ha, quindi, dato suggerimenti concreti anche ai caregiver circa l’importanza della modificazione della preparazione dei cibi, la corretta postura che il paziente deve assumere e la preparazione dell’ambiente dove il paziente consuma il pasto, che deve essere silenzioso e privo di oggetti e persone che possono distrarre il paziente.