Appuntamento consueto e toccante per l’'Istituto Omnicomprensivo “G. Spataro” in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale per l'eliminazione della Violenza contro le Donne. La comunità educante ha trasformato l'evento da semplice commemorazione a un momento di riflessione critica e impegno concreto.
Dopo i saluti e una breve introduzione da parte del Dirigente Scolastico, Dott.ssa Aida Marrone, il punto focale della giornata è stato l'intervento della docente di Lettere, la prof.ssa Paola Marrocco, che ha affrontato il tema della violenza di genere non come un fenomeno isolato, ma come la manifestazione acuta di un problema sociale più vasto: un vero e proprio “virus di intolleranza incontrollabile”.
Quando la violenza è sintomo di un virus sociale
L'intervento ha subito messo in guardia gli studenti dalla "trappola della retorica", invitando a guardare oltre il mero dato di cronaca. "La violenza non è un incidente, ma il sintomo di un'ostilità cieca verso l'altro, e in particolare, verso la libertà e l'autonomia delle donne," ha sottolineato la docente.
Il "virus dell'intolleranza", è stato spiegato, è il rifiuto di riconoscere l'altro come soggetto paritario. Le sue manifestazioni non sono solo gli atti estremi, ma si annidano nel quotidiano: nel linguaggio denigratorio, nell'odio online, nella cultura del possesso e del controllo che nega la piena soggettività e autonomia della donna.
"La violenza inizia con la deformazione del linguaggio. La disumanizzazione è il primo passo. La letteratura ci insegna il peso e la dignità di ogni singola parola," ha affermato la relatrice, richiamando gli studenti alla responsabilità nell'uso del linguaggio, in classe come sui social media.
L'appello: non Risolviamo oggi ma non giriamoci dall'altra parte
Il momento più toccante dell'incontro è stato l'appello finale, incentrato sull'onestà intellettuale. Si è riconosciuto che un'ora di assemblea non può risolvere problemi millenari, ma ha offerto una potente chiamata all'azione individuale.
"L'unico vero vaccino contro l'intolleranza è l'empatia, e il coraggio della parola," ha ribadito la docente.
L'invito rivolto agli studenti è stato chiaro: non contribuire mai con le proprie azioni o con il proprio silenzio a questa cultura di intolleranza. Rompere il silenzio di fronte a battute sessiste, aggressioni verbali o atti di bullismo è la forma più alta di impegno civile richiesta alla nuova generazione.
L'assemblea si è conclusa con l'impegno da parte dell'Istituto Omnicomprensivo “Spataro” a proseguire questo percorso di educazione alla parità e al rispetto, ricordando che il 25 novembre non è un punto di arrivo, ma un promemoria annuale per una lotta che si combatte ogni singolo giorno.